E’ uscita sabato 12 Novembre sul numero 807 di Sportweek (settimanale de La Gazzetta dello Sport), la recensione del Direttore Massimo Dore, qui riportata per intero:

“E FINIRONO IN PROVINCIA

Se è vero che uno su mille ce la fa, che fine fanno gli altri 999? Paolo Amir Tabloni è uno di loro, uno che ci ha provato con il calcio, che ha sfiorato il grande giro, e che oggi vende assicurazioni. Uno che si è arreso? No. Tanto per cominciare scrive libri. L’ultimo s’intitola 999, le storie vere dei campioni mancati, è un progetto lungo anni, interviste con amici incrociate nelle varie squadre che sono state laboratori di speranze e di sogni, ma anche di delusioni e dolori. In un continuo rimbalzare da Parma a Reggio Emilia, da Pavia a Voghera, da Reggiolo a Sassuolo, ci sono menischi rotti e legamenti spezzati che interrompono carriere appena iniziate, spinelli che saltano fuori in un controllo antidoping, donne facili che inseguono la piccola celebrità locale che sa fare gol e poi magari spariscono nel nulla o si fanno trovare a letto con un compagno di squadra, ragazzi che si sentono intoccabili e capiscono troppo tardi che “alla fine mi sono giocato tutto per delle stronzate che non hanno alcun valore”. Sogni e bruschi risvegli, adolescenti abbandonati in collegi lontani da casa che improvvisamente si spezzano e riescono a rimettere insieme se stessi solo dopo molti anni. Oggi c’è chi fa l’allenatore nella provincia della provincia, chi lavora in un bar, chi fa l’autista, chi in fabbrica litiga con gli extracomunitari che vogliono spiegargli gentilmente come si usa un carrello elevatore, ma, come scrive Damiano Tommasi nell’introduzione, bisogna stare attenti a pensare che farcela significa solo arrivare in Serie A. Tanti di loro in qualche modo ce l’anno fatta, anche se oggi nessuno li riconosce per strada. Però magari hanno dei figli a cui vogliono insegnare “come non bisogna essere, come non bisogna comportarsi”. Un pensiero di Arrigo Sacchi, che chiude il volume, dice che “nel calcio, come nella vita, occorre equilibrio”. E l’esempio di Tabloni (che racconta la sua storia nell’ultimo capitolo) in qualche modo ci spiega che chi lo raggiunge, può considerarsi una persona di successo.”