La curiosità si sa, è donna. E dopo “Onde Perfette” volevo sapere dove Paolo Amir Tabloni avrebbe portato i lettori, se sulle stesse strade o se avrebbe avuto il coraggio di mettere un piede dietro l’altro su polverosi percorsi sconosciuti. E l’ha fatto. E pure bene.
McQueen Boulevard è un romanzo che all’apparenza può sembrare una lettura da spiaggia, ma se si riesce a leggere tra le righe e scegliere cosa assimilare, dà la possibilità di scoprire mondi inaspettati.
La storia è la vita di un modello, Leonardo Principe, che dalla gavetta nei sobborghi milanesi riesce ad arrivare sul tetto del mondo, sulle passerelle degli stilisti più importanti dove la vita gira sempre a mille, il sesso è facile e i soldi arrivano a palate. Mondo patinato che il protagonista odia e sfrutta nonostante l’abbia desiderato con tutto se stesso, proprio come il suo idolo, Steve McQueen, che lo ossessiona nei gesti e nella somiglianza. Ed è da qui che parte un’incontenibile voglia di fuga alla ricerca della perenne velocità, che lo porta compulsivamente a scappare dalla realtà, prima tra le strade brasiliane e argentine, americane poi con una dovizia di particolari a dir poco impressionante. Quelle strade, l’autore, le ha percorse.
E in quella pelle, nel jet set, nella follia dei riflettori c’è stato. E si sente.
Ed è qui la rivoluzione: di letture on the road “zaino in spalla” nelle librerie ce ne sono a bizzeffe, ma dagli occhi di un modello, dalle poltrone della business class e dagli hotel di lusso, quanti occhi critici abbiamo? Pochi. E’ un viaggio in un mondo agognato e sconosciuto, è un viaggio nelle orme di McQueen, in quell’America fatta di strade isolate alternate allo sfarzo di Las Vegas, e dove i sognatori devono combattere contro il loro stesso cinismo. Sogni accompagnati da un sottofondo musicale sempre presente, in cui sembrano echeggiare spesso le parole di un amato Springsteen che non perde occasione di cantare “questa strada a due corsie ci porterà ovunque vogliamo, abbiamo un’ultima possibilità per avverare i nostri sogni, per scambiare con delle buone ruote le nostre ali, salta su, il Paradiso ci aspetta lungo il percorso”.