“Scrivere è una passione sbocciata come un fiore nel deserto, in realtà. Si insomma, non è che nell’immaginario collettivo lo si associa ad uno sportivo, o ad un modello, o a un assicuratore.
Aldilà di questi luoghi comuni falsati, per me scrivere è diventata un’efficacissima valvola di sfogo, la mia opportunità di fuggire dagli eventi, e per un po’ di tempo, lasciarli fuori dalla mia vita. Una camera di decompressione. A scuola i professori se n’erano accorti prima di me, hanno sempre detto che incredibilmente, almeno in quello, ero davvero portato, il resto era tutto un “sarebbe anche intelligente, ma non si applica”. Facevo spallucce allora, come del resto anche adesso, ora che scrivere significa semplicemente ricollegarmi, tramite cordone ombelicale, direttamente a me stesso…”