McQueen Boulevard va letto tutto d’un fiato perché è un omaggio alla velocità ma appena lo si è finito allora bisogna fermarsi e riflettere qualche minuto in silenzio, perché solo così si può comprendere che la vita balorda del Piccolo Principe che fa marcire dentro di sé per troppo tempo la rabbia e il disprezzo è in realtà una ricerca di bellezza, di senso. Perché solo facendo silenzio dopo il viaggio ipercinetico di McQueen Boulevard si comprende che quel viaggio è in realtà un disperato inno alla vita.
Il protagonista del romanzo Leonardo Principe è bellissimo, fragile, indifeso, ma continua a cercare, è sempre alla ricerca di qualcosa. La sua velocità è un modo come un altro per cercare di vincere la morte, la più umana, la più comune, la più terribile delle partite che l’uomo deve giocare nel tempo della sua vita.
L’ex dannato ed ex ribelle Steve McQueen diventa allora l’angelo protettore di Leo, gli indica la strada. La star che si reincarna nella vita del giovane modello milanese, testimonia il desiderio di non sparire da quel meraviglioso rettangolo verde che è la vita, rappresenta la speranza di tornare, di riprovarci, di avere una seconda opportunità. Perché in fondo, malgrado tutto il male che possiamo fare e che possiamo farci, è dannatamente vero che “le cose migliori che facciamo rimangono per sempre”.
Olivio Romanini